Sono arrivate, con il rombo dei motori nervosi, come purosangue prima della corsa. Sono arrivate, da ogni dove e da ogni tempo, dall'america degli anni venti e dalla francia dei trenta. Sono arrivate in un lampo e senza il tempo di vederle arrivare, abbiamo sentito le diverse voci e i diversi odori. C'è chi da lontano riconosce il modello, conta i cilindri, si esalta per l'irruenza. Ma quando ho visto il primo bolide sfrecciare sotto i pini secolari, a bordo il pilota con il casco di pelle e gli occhialoni, ho sentito veramente il mito, moderno, della Bugatti.