"Tetti d'Italia" Wierer e Cotto Coperture. Le case italiane viste dall'alto

Fotografare una casa, con il tetto in posizione di risalto non è semplice. Il primo problema è alzare il punto di ripresa. Quasi la mai la prospettiva interessante è da terra, anzi molto spesso da questo punto è inaccettabile: D'altra parte ben di rado esiste un punto di ripresa elevato idoneo. Per questo motivo negli anni abbiamo sviluppato una tecnica di ripresa che ci ha portato risultati notevoli.

Lo stile voluto dalla corporate aziendale di Monier, l'azienda multinazionale proprietaria dei due marchi è inconfondibile. Grafica pulita, essenziale, su fondo bianco; le immagini dello stesso tono, prospettive riposanti, edifici ripresi ovviamente dall'alto, ma non troppo per non "schiacciare" eccessivamente la prospettiva e non ottenere linee distorte; tagli dei tetti alle volte ravvicinati, ma spesso più ampi con le case, il più possibile vissute, inserite nel contesto ambientale, magari immerse nella natura oppure nel cuore dei centri storici, con la presenza rassicurante del campanile nello sfondo.

Fotografare un tetto, più facile a dirsi che a farsi.

Fotografare una casa, con il tetto in posizione di risalto non è semplice. Il primo problema è alzare il punto di ripresa. Quasi la mai la prospettiva interessante è da terra, anzi molto spesso da questo punto è inaccettabile: D'altra parte ben di rado esiste un punto di ripresa elevato idoneo. Edifici vicini o altro sono troppo alti, o troppo bassi, o troppo decentrati o con un ostacolo davanti e costringono a compromessi spesso inaccettabil; forse nel 5% dei casi fotografiamo da un punto di ripresa esistente. per questo motivo negli anni abbiamo sviluppato una tecnica di ripresa che ci ha portato risultati notevoli.

Manfrotto Look Out Stand 269HDB-3U: fotografare dall'alto stando a terra

Il metodo è questo. Lavoriamo con due diversi treppiedi. Il primo è un oggetto certamente straordinario, credo unico in Italia, realizzato in alluminio e titanio con tolleranze minime nella costruzione, permette di portare la camera fino ad un massimo di 15 metri. Si scatta poi da terra da un computer. Il secondo si ferma a sei metri e mezzo, ma è di gran lunga quello che uso di più. E' uno stativo trasformato in treppiedi, sviluppato assieme ai progettisti del Gruppo Manfrotto e che ora è stato messo a catalogo con il codice di 269HDB-3U. La sua caratteristica è l'estrema funzionalità e manovrabilità ed è un oggetto che ho sempre con me nella mia auto e che ormai uso spessissimo.

Digitale Hasselblad e Photomerge di Photoshop

Gli scatti sono in  digitale Hasselblad a 22 o 39 Mp. La focale è praticamente sempre quella normale, in questo caso l'80 mm e quando il campo di ripresa non è sufficiente, il che succede spesso, vengono realizzati più scatti che vengono poi uniti in Photoshop con la funzione stitch lineare che mantiene completamente la prospettiva naturale e che però richiede un grande mestiere nello scegliere dove posizionare i vari scatti e come e quanto sormontarli. Il risultato però e straordinario, sia come naturalezza prospettica che come nitidezza e gamma tonale. Qualità indispensabili, viste le sottili sfumature dei vari modelli di tegola e l'abitudine dei grafici di ritagliate le immagini o farne dei forti ingrandimenti. La serie di immagini è una retrospettiva di oltre quindici anni di lavoro con questo cliente ed alcune immagini sono stata riprese in pellicola e devo dire che la differenza si vede.

 

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